La Fondazione Sabe per l’Arte intende porsi quale punto di riferimento per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea nella città di Ravenna attraverso mostre, incontri, proiezioni e altre attività culturali. Particolare attenzione è dedicata alla scultura, intesa come paradigma di una tensione espansiva tra la forma, il fruitore e l’ambiente. Il concetto di ‘scultura’ ha assunto ormai un’ampiezza tale da includere le pratiche dell’installazione e dell’intervento  site-specific, contemplando anche la possibilità di collocarsi nelle dimensioni immateriali della fotografia, del video e della computergrafica. Attraverso una diversificata proposta culturale, la Fondazione si propone quindi di articolare una riflessione attorno a questi temi, coinvolgendo artisti, critici, teorici e studiosi attivi su tutto il territorio nazionale.

Presieduta da Norberto Bezzi e da Mirella Saluzzo, la Fondazione si avvale della consulenza di un comitato scientifico coordinato da Francesco Tedeschi, docente di storia dell’arte contemporanea presso l’ Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e composto dai professori dell’Università di Bologna  Claudio Marra, Federica Muzzarelli, Gian Luca Tusini e Claudio Spadoni, già direttore del Museo d’Arte della città di Ravenna. La direzione artistica è affidata invece a Pasquale Fameli, critico d’arte e studioso affiliato anch’egli all’ateneo bolognese.

Oltre all’organizzazione di mostre ed eventi culturali, la Fondazione si dedica alla catalogazione delle opere di Mirella Saluzzo e alla costituzione di una biblioteca specializzata sulla scultura contemporanea, con particolare attenzione alla documentazione relativa agli artisti ospitati dalla Fondazione stessa.

La Fondazione ha sede in via Giovanni Pascoli 31 a Ravenna, all’interno di un edificio ottocentesco completamente rimodernato. Sul cortile interno dell’edificio affaccia inoltre lo studio della stessa Saluzzo, che perpetua la vocazione creativa del luogo: nel corso del Novecento, infatti, lo stabile ha ospitato prima una falegnameria e successivamente una tipografia, costituendosi così da subito come luogo del “fare”. In anni più recenti, tuttavia, l’edificio ha acquisito anche la facoltà di “mostrare”: dal 2003 al 2015 ha ospitato infatti la Ninapì – Nesting Art Gallery, spazio culturale underground che ha esposto per anni le opere di numerosi giovani artisti italiani e internazionali. Oggi, con l’apertura della Fondazione Sabe per l’Arte, il “fare” e il “mostrare” si intrecciano in un’unica realtà dinamica e polimorfa, volta a modellarsi sulle forme del presente.